Lettera al Presidente Zingaretti

Egregio Presidente,
in vista della nomina dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio si accumulano appelli e sollecitazioni da parte di numerosi soggetti, collettivi e individuali, che testimoniano una diffusa e profonda preoccupazione.
Aldilà delle legittime istanze provenienti dai settori specifici dell’universo artistico e culturale, vogliamo porre l’accento proprio sulla figura del futuro Assessore in quanto riteniamo fondamentale che la scelta avvenga in un’ottica ben determinata verso la discontinuità ed il cambiamento.
La Regione tutta, Capitale compresa, sta attraversando probabilmente (da un punto di vista culturale) la fase più critica degli ultimi vent’anni. L’emergenza ambientale, l’impennata della criminalità e la pesante congiuntura hanno creato un’atmosfera pesante, e si respira un clima di insicurezza e di diffuso decadimento che nulla hanno a che fare con la nostra storia.
Il progetto culturale di cui si ha bisogno, in questo drammatico contesto, assume un significato politico e sociale di straordinaria portata, occorre una figura politica o quanto meno con un preciso profilo politico che ben conosca il complesso ambiente culturale e che sappia agire sulla base di un’esperienza fortemente radicata nel territorio. Personalità, pur autorevoli e competenti senza però il sostegno di un identificato indirizzo politico, sarebbero costrette (di nuovo) a estenuanti riunioni con il taccuino in mano, prendendo appunti e rispondendo alle richieste che provengono dalla categoria, solo con retoriche evoluzioni dialettiche.
Non possiamo permetterci di avventurarci in percorsi deboli ed imprecisi; né siamo in grado di relegare la prospettiva culturale nel solo ambito dell’iniziativa simbolica o del grande evento privo di direzione. Il rafforzamento del tessuto culturale è il passaggio imprescindibile per arginare il declino nei territori e per contrastare le minacciose devianze che stanno lacerando gli equilibri sociali e civili su cui deve poggiare la comunità.
Occorre quindi aprire in modo inconfutabile una stagione caratterizzata da una gestione coraggiosa e trasparente, in cui la solidità politica dell’Assessore si accompagni a una capacità anche creativa nell’elaborazione e nella programmazione delle iniziative, sfruttando a pieno gli strumenti che la nuova legge regionale sullo spettacolo dal vivo offre.
Occorre realizzare un progetto che faccia sistema, capace di ridurre le distanze tra le discipline artistiche e le colleghi razionalmente alle infinite offerte culturali che il Lazio può garantire.
Un’iniziativa complessiva che integri il Centro alle Periferie e ai Piccoli Comuni e che generi continuità e connessione tra le varie attività. Uno scenario possibile grazie alla creazione di un grande circuito di produzione e di fruizione che si sviluppi e si arricchisca puntando sull’interdisciplinarietà e sulla contaminazione tra le arti, investendo sulla formazione per i giovani e coinvolgendo le scuole di ogni grado nei percorsi proposti.
Il Paese deve tornare a investire sulle giovani e future generazioni ed il Lazio può produrre modelli e processi culturali che facciano da traino all’intera Nazione, e in cui la popolazione possa riacquistare protagonismo ed identità. Il pubblico, i cittadini devono essere parte attiva ed integrante delle filiere produttive e distributive. Anche il ruolo delle Associazioni e di tutti i soggetti attivi verrà in tal modo innalzato dal livello deteriore e umiliante della sola e forzosa richiesta economica a quello nobile e intellettualmente ambizioso di interprete e portatore della conoscenza e dell’esperienza culturale finalmente declinata nelle sue adeguate forme e funzioni.
Basta con i finanziamenti a pioggia che alimentano manifestazioni occasionali ed isolate e che accrescono il carattere frastagliato, irregolare e squilibrato delle iniziative culturali.
Basta con la politica del grande evento senza ricadute sul territorio e della gestione affidata ad entità burocratiche e fatalmente autarchiche.
Solo con un progetto complessivo così articolato sarà possibile rispettare il vincolo di sostenibilità che è evidentemente la priorità tassativa per Istituzioni ed operatori.
Chiediamo quindi con forza che la nomina ricada su una figura capace di trasmettere e di portare avanti un solido, limpido e responsabile indirizzo politico in funzione del quale si dipani un confronto schietto e produttivo con tutte le parti in causa, composte non solo da entità famose e figure popolari, ma da migliaia di professionisti che operano dietro le quinte, nelle aree archeologiche, negli spazi museali e in tanti altri campi della cultura e dell’arte.
Ci permettiamo infine di sottolineare l’importanza di poter contare sull’azione di un Assessore che ami autenticamente questa meravigliosa Regione.
Presidenza Fed.It.Art.