Lettera al Vicesindaco di Roma Dott. Luca Bergamo

Egr. Vicesindaco e nostro Assessore,

 

a poco più di due anni dal Suo insediamento all’Assessorato, noi della FED.IT.ART. dopo aver raccolto testimonianze sul campo, ci sentiamo di poteresprimere qualche documentato giudizio sullo stato dei fatti. Le va tributato unindubbio riconoscimento per il tentativo di messa a sistema di tutto il comparto: oggi un operatore culturale privato ha finalmente alcunipunti fermi su cui poter programmare almeno parte della propria attività:

ogni febbraio/marzo esce il bando Eureka che abbraccia la primavera e chefinalmente coniuga scienza e spettacolo; l’Estate Romana ha finalmentevisto applicato il criterio della triennalità peraltro non chiudendo la porta a nuove iniziative grazie al bando annuale e portando manifestazionidiffuse anche nelle estreme periferie; ogni Ottobre c’è il bando Contemporaneamente che copre buona parte dell’inverno e che strizzal’occhio ai nuovi linguaggi. In alcuni casi si è anche creata la possibilità di ottenere anticipi sul contributo, aiutando l’associazionismo che si trova nella necessità di anticipare le spese delle iniziative.

L’investimento complessivo (ridicolo per una città grande ed importante come Roma) per la realizzazione dei bandi su citati è di 2milioni e mezzo di Euro.Fin qui tutto bene o quasi, ma… nella realtà Associazioni del terzo settore e operatori culturali vari continuano a trovarsi di fronte a difficoltà inspiegabili a chi non sia di Roma.

Alcuni esempi:

– La triennalità non ha risolto i problemi annosi dei ritardi dei permessi, anzi: coloro che erano titolari di triennalità per l’Estate Romana e che quindi avrebbero dovuto essere avvantaggiati rispetto a manifestazioni appena nate, sono stati costretti ad attendere molto a lungo la riunione delle commissioni di pubblico spettacolo che li riguardava, alcuni addirittura fino al giorno stesso dell’inaugurazione. Una situazione inaccettabile.

– I ritardi sopraindicati hanno comportato un ulteriore stallo per le anticipazioni seppur richieste con polizza fideiussoria. S’è scoperto in corsa, infatti, che finché l’ente produttore dell’evento non è in grado di esibire tutti i permessi (autorizzazione di pubblico spettacolo inclusa) non è avviabile la pratica per l’anticipo… questa riesce a essere perfezionata solo tardissimo, spesso a manifestazione finita. Un anticipo in ritardo? Sublime ossimoro.

– Nonostante leggi e proclami: sappiamo di organizzatori (Associazioni, Società,ecc…) ai cui non è stata ancora saldata l’attività fatta nell’estate 2017 e sappiamo che le pratiche di rendicontazione del bando Eureka consegnate dagli operatori a maggio/giungo 2018 ad oggi,ed in alcuni casi, non sono neanche state aperte dagli uffici delIV Dipartimento. Evidentemente al IV Dipartimento vengono risolte solo le emergenze assolute e in quegli uffici si pensa unicamente al Bando in scadenza dimenticando quelli in fase di liquidazione. Continuano a esserci casi in cui si attende un anno per avere il contributo del Comune.

Ovviamente ci sono state proteste e richieste di chiarimento, ma gli uffici dipartimentali per tutta risposta si lamentano dell’eccessiva mole di lavoro e dellascarsità del personale. Sicuramente fanno quel che possono, quindi vanno integrati ed organizzati ma, alla fine, come Lei sa, essendo stato organizzatore, a pagare siamo sempre noi operatori.

Inoltre, inutile negarlo, un investimento (per gli operatori privati) di 2 milioni e mezzo per 365 giorni di attività in una città immensa come Roma, sono, ne converrà, solo spiccioli. Un anno intero, denso di centinaia di attività spalmatein tutta una metropoli, costano al Comune molto meno di quanto costa alla Cosa Pubblica il solo Festival dei due Mondi di Spoleto, che dura poco più didue settimane (3.240.000€ da bilancio preventivo 2018)

CONSIDERAZIONI FINALI

Tra le prime dichiarazioni che fece (a luglio 2016) appena assunto il ruolo di Assessore ci fu la seguente «La cultura non è uno spettacolo o una mostra, è il diritto fondamentale di godere della vita culturale e scientifica della città». Ogni sua azione di tipo politico ci sembra sia andata coerentemente in questa direzione, ma sembra al contempo che tutta la macchina burocratico/amministrativa che fa capo a Lei non marci nella direzione giusta. Insomma, quel che imputiamo alla Sua amministrazione e al Dipartimento spettacolo ed a tutti gli uffici coinvolti, caro Vicesindaco, non è tanto la linea che ha inteso seguire (sulla quale potremmo aprire eterni dibattiti) ma mancanza cronica di organizzazione e buon funzionamento, che ne vanifica qualsiasi effetto positivo.

Rimaniamo a Sua disposizione qualora, in un incontro, volesse approfondire i temi trattati.

 

Nel frattempo Le auguriamo buon lavoro, e ce n’è tanto da fare.

Presidenza Fed.It.Art.