TEATRO POSSIBILE

Dopo il blocco totale delle attività dettato dall’emergenza coronavirus, le disposizioni delle autorità pubbliche sono state assai caute nell’indicare possibilità di riapertura per spazi culturali e teatri. Le autorità sanitarie e la Protezione Civile unanimemente per mesi hanno collocato questi luoghi della cultura nello stesso girone infernale delle discoteche, dei maxi-raduni
congressuali o politici, e delle adunate sportive. Gli ultimi a riaprire. Lo Spettacolo dal Vivo in tutte le sue declinazioni? All’indice!

Non è questa la sede per elencare le deficienze strutturali di tutto il comparto culturale, trascurato dal vecchio pregiudizio sul binomio impresa/cultura, su cui è calata questa ulteriore mannaia del blocco sanitario, ma è utile comunque sottolineare alcuni numeri, che evidenziano da soli la nostra importanza. Questi numeri, tra l’altro, non tengono conto né della forte ricaduta economica che la Cultura ha su tanti altri comparti come il Turismo, né del controllo virtuoso operato sulla società civile nelle zone disagiate. Dove non arriva lo Spettacolo dal Vivo arriva l’associazionismo culturale, con un pulviscolo attivo di piccole iniziative: scuole di danza, teatro, corsi di musica, spettatori, lettori organizzati in circoli. In una parola: civiltà.

Fed.It.Art. lotta per la sopravvivenza degli operatori e degli spazi votati allo Spettacolo dal Vivo e ai relativi centri di formazione, soprattutto quelli non assistiti dal MiBACT, e vuole dare testimonianza dell’atavica resilienza del settore pur nella disgrazia presente, offrendo prova della capacità proattiva degli organizzatori, di chi inventa lo spettacolo dal vivo e di chi fa formazione artistica…

I teatranti (artisti, tecnici, organizzatori) hanno la pelle dura e sono avvezzi a costruire sogni dal nulla in poche ore. Se chi produce questo tipo di cultura si conferma in grado di rispondere alle emergenze, modificando e adattando la propria proteiforme offerta, sarà più facile spingere le Istituzioni a non sacrificarci come settore irrecuperabile alla causa antiCovid39.

Relegare lo Spettacolo dal Vivo sul web (contraddizione in termini) non può essere e non deve essere La Soluzione.

PROSPETTIVE
Nonostante le pessime premesse, con il progressivo diminuire del contagio e con l’approssimarsi dell’estate, la grande pressione del cruciale quanto variegato settore turistico, unitamente a quella del mondo dello sport, che reclama una ripartenza seppur ridotta, l’obbligo imposto dalla CEI di accelerare le attività liturgiche e, non per ultimo, il grido di dolore di centinaia di migliaia di addetti del nostro settore, che rappresenta un volano formidabile per un paese come l’Italia a fortissima vocazione turistica e culturale, hanno aperto degli spiragli anche per le nostre attività.

Inoltre l’estrema disomogeneità del contagio sul territorio nazionale suggerisce che almeno in alcune aree possano essere accelerate le fasi di normalizzazione.

È importante che molti Comuni e Regioni non hanno annullato del tutto le attività estive di cultura e spettacolo ma ne hanno semplicemente resi più elastici i termini e le condizioni.

Ultimi esempi, la conferma del Ravenna Festival (http://www.ravennafestival.org/events/) che, pur modificando al volo modalità e programma, conferma di voler aprire in giugno, l’Estate Romana (mai totalmente bloccata) e la stagione dell’Arena di Verona che sospende il Festival lirico, ma lancia un progetto «Nel cuore della musica», una decina di spettacoli «nei fine settimana di agosto da estendersi in settembre»- ha precisato Gasdia- «progetto sostenuto da un protocollo sanitario che stiamo ultimando e che invieremo alle autorità competenti.»


Il Ministro Franceschini il 7 Maggio ha dichiarato in una informativa urgente alla Camera sulle iniziative per fronteggiare l’emergenza da Covid-19: “Oltre ai Musei, riapriranno anche Cinema e Teatri, probabilmente in date diverse a seconda delle condizioni. Anche perché nella scorsa legislatura li abbiamo dichiarati servizi pubblici essenziali e siamo l’unico Paese al mondo che ha avuto la forza di farlo. E allora se sono servizi pubblici essenziali per la vita delle persone bisogna che riaprano e dobbiamo andare prudentemente ma in fretta in quella direzione”.
È il momento, quindi, come si dice, di lanciare il cuore oltre l’ostacolo.